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Vetiver

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Chrysopogon zizanioides – Vetiver

In Estremo Oriente la chiamano la pianta miracolosa. Anche in Italia ora è disponibile quella che la Banca Mondiale definisce come la più promettente tecnologia verde contro l’erosione.

Il Vetiver è una pianta erbacea perenne che possiede un apparato radicale molto profondo (che raggiunge e superare i 5 metri) di rapidissima crescita, con radici sottili, omogenee ed estremamente resistenti (1/6 di un acciaio di media qualità), in grado di imbrigliare qualunque terreno.

Le sue caratteristiche sono straordinarie: resiste in terreni acidi e basici con pH compreso fra 4 e 12, in zone saline, in un intervallo di temperature molto esteso da 0°C a + 50°C.

Il Sistema VETIVER, (concetto introdotto dal Vetiver Network – TVS: The Vetiver System) è una vera e propria Tecnologia (insieme di metodologie, processi, attrezzature e prodotti) che impiega il Vetiver (Vetiveria zizanioides Linn), pianta erbacea perenne cespitosa dalle eccezionali caratteristiche, quale elemento base per il consolidamento e la conservazione del suolo, la protezione di opere infrastrutturali, il ripristino di zone inquinate, la depurazione delle acque. La Tecnologia del Sistema VETIVER è quindi un sistema complesso in cui confluiscono esperienze di botanica, agronomia, geologia, ingegneria.

Principali caratteristiche:

  • IL Vetiver (Vetiveria zizanioides Lynn) è una pianta erbacea perenne, cespitosa e sterile, assolutamente non infestante, che non produce stoloni o rizomi;
  • l’apparato radicale fitto e fibroso, sottile (0,1-2 mm) ed omogeneo lungo tutto lo sviluppo verticale, profondo fino a 5 metri, in grado di consolidare saldamente il terreno sottostante evitando frane o smottamenti, in quanto non crea punti di instabilità nè l’effetto vela tipici delle piante arboree ed arbustive;
  • si adatta a condizioni pedoclimatiche estreme (reazioni del terreno comprese tra pH 4 e 12, suoli sodici, sassosi, argillosi, calcarei, anche molto tenaci e compatti, ed addirittura in grado di insinuarsi negli anfratti rocciosi senza creare instabilità, grazie alla sottigliezza delle radici);
  • resiste anche in terreni inquinati da idrocarburi e metalli pesanti, svolgendo un’azione disinquinante;
  • resiste a temperature da 0°C a + 50°C ed estremamente resistente sia alla siccità sia alla completa immersione per lunghi periodi in acqua, sia ad elevate salinità (fino a 10.000 mS, circa 1/3 della salinità dell’acqua del mare);
  • le radici hanno una resistenza media alla trazione di oltre 75 MPa (megapascal) paragonabile ad 1/6 di quella di un acciaio di media qualità;
  • l’apparato fogliare limita il fenomeno erosivo superficiale, grazie sia alla fittissima siepe che si viene a creare con un corretto impianto, sia all’eccezionale resistenza all’allettamento delle piante, dovuta all’elevato contenuto di silice nelle foglie (il più alto fra tutte le piante note);
  • il costo di realizzazione è basso se paragonato ad interventi di consolidamento di tipo tradizionale;
  • l’impianto realizzato richiede una ridotta manutenzione solo nei primi 2 anni ed incrementa nel tempo la propria efficacia;
  • è resistente agli incendi (ricaccia anche se bruciata completamente) e svolge un’azione di barriera antifuoco;
  • non soggetto ad attacchi di funghi o insetti;
  • sono opere intrinsecamente antisismiche, che rispondono oltretutto alla nuova normativa antisismica.

La tecnologia d’impianto

Consiste nella creazione di file, disposte secondo le curve di livello del terreno. Maggiore è la pendenza, più ravvicinate e fitte saranno le file.

La siepe compatta che si sviluppa nel tempo rallenta il deflusso dell’acqua e trattiene le particelle di terreno eroso. La distanza fra le file varia in funzione della pendenza e della natura del terreno, nonchè dalla tipologia di applicazione (erosione, difesa spondale, etc.).

La Staffetta ecologica

Il Vetiver può anche svolgere la funzione di pianta pioniera, capace di vegetare anche su terreni particolarmente difficili grazie al suo eccezionale apparato radicale. Ove necessario, è possibile negli anni ripristinare la flora autoctona, introducendo semi o talee delle specie desiderate su un terreno ormai consolidato e reso fertile.

Vetiver Italia

Vetiver Italia nasce nel 2008 quando l’allora massimo capo del Vetiver Network Internazionale, Richard “Dick” Grimshaw, decide di affidare a Marco Forti il coordinamento dell’organizzazione in Italia.

Da allora la Rete Italiana del Vetiver agisce come un portale coordinando le richieste di materiale vivo, le necessità progettuali, i contatti con le Aziende, le Università e gli Enti Locali, formando ed incaricando Referenti Regionali per la produzione su tutto il teritorio, traducendo e diffondendo documentazione ed esempi di lavori realizzati in altri paesi del mondo, quanto nel nostro, per aiutare Privati ed Enti nella comprensione del metodo e nella realizzazione delle proprie installazioni.

Dall’ Ottobre 2008 è stato avviato un protocollo di produzione “in vitro”, ottenuta cioè in laboratorio per forniture grandi e grandissime, consentendo una compressione dei costi di trasporto specie per l’estero, ma rendendo anche possibile a enti e privati, l’abbattimento dei costi, o dei tempi di allevamento, per avviare proprie coltivazioni.

Il punto di spingersi così lontano è quello di ottenere una capacità produttiva praticamente illimitata mantenendo costanti le caratteristiche del materiale e generare una leva economica che nel tempo attragga sempre più curiosità nei confronti dei sistemi ingegneristici compatibili con l’ambiente.

Le piante sono tutte garantite sterili e sono tutte derivate dallo stesso materiale genetico originario, Chrisopogon zizanioides varietà MONTO (Ex Vetiveria zizanioides Lin.).

Siamo a disposizione per fornire ed elaborare insieme idee, progetti, sogni.

http://www.vetiver.it

http://www.vetiveritalia.it

http://www.vetiver.com

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