Permaculture Alkemik Design Studio

Vivere in connessione ed in armonia con tutti gli elementi della Natura


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Autoproduzione delle sementi e delle piantine da orto

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Orti urbani a Roma

Sono una moda crescente, nata negli stati uniti, spesso chi era costretto in grossi grattacieli, impossibilitato a muoversi e anche una classe media abbastanza privilegiata, ha iniziato per amore della natura a rinverdire i terrazzi per far respirare alle città un po’ di ossigeno. Oltre a ciò molti a causa del cibo spazzatura, hanno anche iniziato a coltivarsi personalmente gli ortaggi. Gli orti urbani sono stati un boom per le grosse città americane e europee, un processo inverso all’inquinamento e alla cementificazione che comunque rischiano sempre di pesare sulla qualità della terra coltivata. Ora succede anche a roma nel famoso quartiere Eur, un intero processo di rinverdimento totalmente no profit, per la costruzione e suddivisione degli orti urbani, in cui ognuno avrà a disposizione il suo personale pezzo di terra. Ricordate però che laddovè si vuole coltivare è utile piantare anche gli alberi perchè facciano da filtro alla diossina e alla co2, onde evitare che il terreno le assorba e che poi finiscano prodotti inquinanti sulle nostre tavole..il processo di rinverdimento prende lentamente piede, laddove la cementificazione ha deturpato il paesaggio.


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Tre anni di orto sinergico

Cara redazione di Comune,

premesso che il tempo che dedico al mio orto sinergico è veramente esiguo (sabato e domenica), la passione per questo tipo di coltivazione ha modificato completamente la mia linea di comportamento con il mondo che mi circonda (natura, ambiente, persone), migliorando parecchio la mia qualità della vita. Mi sembra ragionevole condividere questo mio cambiamento (sicuramente più soddisfacente) con altri, a cominciare dagli ortisti grazie ai quali tutto ciò è stato possibile.

Rapporto con la natura

Consideravo la terra una cosa utile solo alla produzione di cibo, non gratuito e terribilmente faticoso, infatti lo sforzo per raggiungere tale obiettivo, era considerato veramente degno di nota e lo sforzo economico era comunque sempre da valutare (acquisto semi, macchinari, medicine etc). Col passare del tempo, e grazie alla coltivazione sinergica, mi sono accorto che l’approccio con la terra non voleva solo dire produrre cibo e sforzo, all’opposto miglioramento dell’equilibrio e senso della realtà (è migliorato notevolmente il mio spirito di osservazione e la percezione di condivisione con la natura).

Ho capito che “coltivare” non significa sfruttare, ottenere il massimo rendimento, consumare, bensì usufruire, sempre nel rispetto del suolo e della vita presente in esso, dei prodotti che la terra gratuitamente ti offre. Il rispetto per l’enorme varietà di forme di vita presenti in natura mi arricchisce ogni giorno di nozioni veramente straordinarie. Conoscere le erbe selvatiche, ad esempio, è un’esperienza veramente insolita ed entusiasmante. Questo cambiamento culturale, mi ha portato a riflettere sulle abitudini alimentari.

Il gusto di mangiare cose buone

La scoperta che la produzione sinergica offre un alimento assai naturale, mi ha indirizzato anche a confrontare e a far confrontare ad altre persone la qualità dei prodotti sinergici rispetto a quelli tradizionali. Questa curiosità mi ha fatto riscoprire il piacere del gusto di mangiare cose buone e di valore e conseguentemente la passione per il cibo buono. Mi sembra superfluo dire che la qualità, il diverso sapore e la delicatezza della produzione sinergica siano facilmente riscontrabili confrontandola con la produzione tradizionale.

Pensando a tutto questo e al tessuto sociale in cui ci muoviamo ogni giorno mi sembra di non esagerare dicendo che l’orto sinergico si pone in maniera critica rispetto al sistema attuale: di certo, lo sviluppo dello spirito critico della gente, migliora le relazioni umane e principalmente rispetta la natura.

Infine, credo che la diffusione dei principi e delle pratiche di agricoltura sinergica abbia un elevato valore civico e morale: Per questo penso (e mi auguro) che diventi oggetto di studio e confronto.

Antonio Bergamo, Imperia

http://comune-info.net/2014/11/anni-orto-sinergico/


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Lumache nell’orto, come eliminarle con il caffè

Chi vuole coltivare in modo naturale, senza utilizzare prodotti chimici, si è spesso confrontato con il problema delle lumache (chiocciole e limacce), particolarmente ghiotte di ortaggi a foglia, come lattughe o cicorie, e capaci di annullare tante ore di lavoro e fatica. Per chi segue poi i principi della permacultura o dell’orto sinergico, dove gli sforzi sono tesi a ripristinare equilibri naturali, compresi quelli tra prede e predatori, contrastare queste bestioline ingorde spesso richiede diverso tempo e troppi raccolti sacrificati. Fortunatamente pare esistere una soluzione naturale in grado di eliminare le lumache senza danneggiare l’ambiente, vediamo di cosa si tratta.

Uno studio del Dipartimento del servizio di ricerca di Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha dimostrato che, per combattere chiocciole e limacce, particolarmente efficace risulta essere.. il caffè! Secondo questa ricerca, soluzioni contenenti caffeina, in concentrazioni anche modeste (come quelle dei caffè che beviamo solitamente), sono sufficienti per uccidere o allontanare le lumache.
La caffeina agisce per contatto, un vero veleno per le limacce, che ne risultano particolarmente sensibili, molto più di altri animali o insetti. Ciò permette una lotta mirata e specifica che non colpisce gli abitanti dell’orto utili, come i ragni, le coccinelle o le mantidi religiose.

Queste premesse sono state sufficienti per invogliarmi a fare un test: ho preparato un caffè concentrato con il quale ho bagnato delle limacce che dopo qualche ora erano quasi tutte morte. Finalmente, un trucco che funziona! Ho ripetuto l’esperimento diverse volte e ne ho concluso che anche un semplice caffè preparato con la moka può essere sufficiente per impedire alle lumache di mangiare le nostre verdure.

come eliminare lumache dall'orto

Questa tecnica ha però i suoi limiti. L’applicazione del caffè richiede tempo e accuratezza. La caffeina, essendo idrosolubile, si diluisce facilmente in caso di pioggia o rugiada mattutina e le applicazioni vanno ripetute regolarmente.

Procedimento:

  1. Preparare un caffè concentrato.
    Per esempio, fare bollire, in un pentolino, 100 gr di caffè in 0.5 l d’acqua per 10 minuti, lasciare raffreddare e quindi filtrare.
  2. Nebulizzare l’infuso sulle foglie.
    Utilizzando uno spruzzino, polverizzare il liquido sulle piante da proteggere avendo cura di raggiungere tutte le parti. Le lumache si nascondono spesso sotto le foglie.
  3. Ripetere l’operazione una volta al giorno per i primi tempi o dopo ogni pioggia.

L’utilizzo prolungato della caffeina come lumachicida è difficilmente compatibile con l’approccio della permacultura o dell’orto sinergico, ma rappresenta di certo una valida soluzione in fase transitoria, fintanto che non si stabilisce il naturale equilibrio tra gli ospiti nocivi e i loro predatori.

Nato e cresciuto a Ferrara, Cristiano Natati si è diplomato Maestro d’Arte nel 1992. Dall’adolescenza coltiva in parallelo la passione per l’informatica. Si occupa di grafica, progettazione software e siti internet.
Dopo aver vissuto a Parigi per dodici anni, è tornato in Italia, dove sta ristrutturando un’antica casa di contrada in zona pedemontana vicentina.
Ama la natura, in particolar modo i boschi, dove si perde volentieri alla ricerca di funghi. Sperimenta la permacultura nel suo orto. Quando è in casa invece, la sua stanza preferita è la cucina, soprattutto quando il forno a legna è acceso.

www.ortonaturale.it
Foto: © 2013 Cristiano Natati