Permaculture Alkemik Design Studio

Vivere in connessione ed in armonia con tutti gli elementi della Natura


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Orti urbani a Roma

Sono una moda crescente, nata negli stati uniti, spesso chi era costretto in grossi grattacieli, impossibilitato a muoversi e anche una classe media abbastanza privilegiata, ha iniziato per amore della natura a rinverdire i terrazzi per far respirare alle città un po’ di ossigeno. Oltre a ciò molti a causa del cibo spazzatura, hanno anche iniziato a coltivarsi personalmente gli ortaggi. Gli orti urbani sono stati un boom per le grosse città americane e europee, un processo inverso all’inquinamento e alla cementificazione che comunque rischiano sempre di pesare sulla qualità della terra coltivata. Ora succede anche a roma nel famoso quartiere Eur, un intero processo di rinverdimento totalmente no profit, per la costruzione e suddivisione degli orti urbani, in cui ognuno avrà a disposizione il suo personale pezzo di terra. Ricordate però che laddovè si vuole coltivare è utile piantare anche gli alberi perchè facciano da filtro alla diossina e alla co2, onde evitare che il terreno le assorba e che poi finiscano prodotti inquinanti sulle nostre tavole..il processo di rinverdimento prende lentamente piede, laddove la cementificazione ha deturpato il paesaggio.


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Tutto è iniziato con questi contenitori in legno…

Stanco del suo noioso prato verde il proprietario di questa casa ha pensato: “Tutta questa fatica per un praticello verde e monotono? Si sarà anche carino e ordinato, ma non mi dà nessuna soddisfazione.”
Ispirato ed in vena creativa questo ragazzo ha deciso di dare una svolta “epocale” al suo giardino…via il pratino all’inglese! 

Sei curioso di sapere quello che ha combinato? Guarda le immagini qua sotto (e se ti piacciono non ti dimenticare di condividerle ;) ).

Tutto è iniziato con questi contenitori in legno…

Guarda che é sucesso dopo.. http://paneecirco.altervista.org/dopo-60-giorni-lascia-bocca-aperta-vicini/


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Tre anni di orto sinergico

Cara redazione di Comune,

premesso che il tempo che dedico al mio orto sinergico è veramente esiguo (sabato e domenica), la passione per questo tipo di coltivazione ha modificato completamente la mia linea di comportamento con il mondo che mi circonda (natura, ambiente, persone), migliorando parecchio la mia qualità della vita. Mi sembra ragionevole condividere questo mio cambiamento (sicuramente più soddisfacente) con altri, a cominciare dagli ortisti grazie ai quali tutto ciò è stato possibile.

Rapporto con la natura

Consideravo la terra una cosa utile solo alla produzione di cibo, non gratuito e terribilmente faticoso, infatti lo sforzo per raggiungere tale obiettivo, era considerato veramente degno di nota e lo sforzo economico era comunque sempre da valutare (acquisto semi, macchinari, medicine etc). Col passare del tempo, e grazie alla coltivazione sinergica, mi sono accorto che l’approccio con la terra non voleva solo dire produrre cibo e sforzo, all’opposto miglioramento dell’equilibrio e senso della realtà (è migliorato notevolmente il mio spirito di osservazione e la percezione di condivisione con la natura).

Ho capito che “coltivare” non significa sfruttare, ottenere il massimo rendimento, consumare, bensì usufruire, sempre nel rispetto del suolo e della vita presente in esso, dei prodotti che la terra gratuitamente ti offre. Il rispetto per l’enorme varietà di forme di vita presenti in natura mi arricchisce ogni giorno di nozioni veramente straordinarie. Conoscere le erbe selvatiche, ad esempio, è un’esperienza veramente insolita ed entusiasmante. Questo cambiamento culturale, mi ha portato a riflettere sulle abitudini alimentari.

Il gusto di mangiare cose buone

La scoperta che la produzione sinergica offre un alimento assai naturale, mi ha indirizzato anche a confrontare e a far confrontare ad altre persone la qualità dei prodotti sinergici rispetto a quelli tradizionali. Questa curiosità mi ha fatto riscoprire il piacere del gusto di mangiare cose buone e di valore e conseguentemente la passione per il cibo buono. Mi sembra superfluo dire che la qualità, il diverso sapore e la delicatezza della produzione sinergica siano facilmente riscontrabili confrontandola con la produzione tradizionale.

Pensando a tutto questo e al tessuto sociale in cui ci muoviamo ogni giorno mi sembra di non esagerare dicendo che l’orto sinergico si pone in maniera critica rispetto al sistema attuale: di certo, lo sviluppo dello spirito critico della gente, migliora le relazioni umane e principalmente rispetta la natura.

Infine, credo che la diffusione dei principi e delle pratiche di agricoltura sinergica abbia un elevato valore civico e morale: Per questo penso (e mi auguro) che diventi oggetto di studio e confronto.

Antonio Bergamo, Imperia

http://comune-info.net/2014/11/anni-orto-sinergico/