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Costruire un frigorifero green in terracotta in sole 4 mosse

Un’idea davvero green per mantenere al fresco le vostre bevande? Eccola qui: il frigo in terracotta, che fa risparmiare sulla bolletta e azzera l’impatto ambientale.

Questo particolare frigorifero è un strumento semplice, economico e sicuro per refrigerare le vostre bevande anche nei giorni più caldi ed è decisamente ecosostenibile, perché funziona senza elettricità, soprattutto nei luoghi in cui non c’è troppa umidità.

Ma come si presenta questo frigo alternativo? È in realtà un grande vaso all’interno del quale viene inserito un vaso più piccolo – un po’ come il gioco delle matrioske – ed è stato battezzato Zeer dal professor Mohammed Bah Abba, che l’ha realizzato, ispirandosi probabilmente ai vecchi contenitori utilizzati nell’antico Egitto, per refrigerare cibi e liquidi, e usato ancora oggi nei Paesi in via di sviluppo dove non c’è elettricità.

Potete realizzarlo anche voi: vi occorrerà soltanto:

  • dell’acqua,
  • due vasi da fiori di terracotta, (uno più grande e l’altro piccolo, in modo che possano andare uno dentro l’altro),
  • un po’ di sabbia,
  • un asciugamano grande o un panno molto grande e appena 10 minuti di tempo!

1) Prima di tutto, stendete e sistemate 3-4 centimetri di sabbia sul fondo del vaso grande; non preoccupatevi dei buchini che ci sono alla base, se stendete e pressate con forza la sabbia, aiutandovi con un pochino d’acqua, si formerà una base dura e resistente in grado di creare una barriera salda e compatta.

Accertatevi quindi che la sabbia sia ben pressata, poi inseriteci all’interno l’altro vaso.

2) In seconda battuta, dovete riempire il vaso di sabbia: in sostanza, una volta inserito il vaso piccolo all’interno di quello grande, dovete continuare ad aggiungere sabbia e riempire tutto lo spazio che resta tra il perimetro esterno del vaso piccolo e quello interno del vaso grande: bisogna quindi colmare con la sabbia tutta l’intercapedine, in modo che il vaso più piccolo resti in piedi e sia ben stabile all’interno di quello grande.

3) A questo punto, bagnate con abbondante acqua la sabbia che si trova tra i due vasi e ripetete l’operazione ad intervalli, mano a mano che l’acqua verrà assorbita dalla sabbia. La prima volta che farete questa operazione l’acqua dovrà coprire tutta la sabbia e ad un certo punto vi sembrerà di aver esagerato con la quantità di acqua, perché la sabbia tenderà quasi a sprofondare; in realtà questa è una fase chiave per la buona riuscita dell’effetto “frigorifero”, perché il liquido che resterà in superficie sarà quello che poi evaporerà con il vento e con il sole, mentre l’acqua che è scesa in profondità garantirà il fresco alle vostre bibite.

4) Coprite adesso con un asciugamano o un panno molto grande tutta la struttura e dopo circa un’ora troverete bevande refrigerate pronte da bere!


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Rimedi naturali contro la muffa in casa

Muffa. Basta la parola per cambiare l’umore di una persona. Siete finalmente riusciti a trovare i soldi per acquistare la vostra casetta, vi aggirate fra le sue mura tutti contenti e soddisfatti, quand’ecco che con orrore la vedete. Istintivamente vi domanderete cosa avete sbagliato, ma il problema è molto più comune di quanto si pensi: quotidianamente moltissimi di noi pongono l’angosciosa domanda: “Come posso combattere la muffa?”, nella speranza che qualche conoscente gli suggerisca un’invenzione degna di Archimede Pitagorico.

Sfortunatamente, molti sedicenti esperti di manutenzione casalinga offrono come suggerimento l’utilizzo della candeggina. Nulla di più sbagliato: le sue componenti possono portare la muffa a diffondersi ulteriormente, peggiorando il problema invece di risolverlo.

La muffa altro non è che un fungo che si manifesta sotto forma di macchie verdi o nere sulla superficie dei muri o dei soffitti, sui bordi delle finestre, sui mobili o sui tappeti, in bagno, in cucina e ovunque vi sia un elevato tasso di umidità. Le cause della sua diffusione possono essere rintracciabili anche in sistemi di riscaldamento non installati correttamente o poco efficaci. Ma questo non è il solo disagio. La muffa emana tossine nell’aria, dannose per gli esseri umani: i loro effetti si manifestano attraverso un indebolimento del sistema immunitario e con l’apparizione di difficoltà respiratorie. Certo, questo funghetto può avere anche proprietà positive – è essenziale per realizzare il brie e la penicillina, per esempio – ma è davvero fastidiosa, specialmente quando siespande incontrollata nelle nostre case.

Partiamo allora da alcune considerazioni di base, per essere preparati a combattere la nostra “crociata” contro la muffa.

1) Anche la muffa ha fame

In fondo, è un essere vivente e, in quanto tale, ha bisogno di nutrirsi; ebbene, i bagni le offrono un ricco menu. Nelle docce e ai bordi delle vasche, per esempio, non è inusuale vederla crescere fra le linee di cemento. La muffa si ciba, infatti, dei depositi di materiali organici che espelliamo quando ci laviamo, e che vengono assorbiti dal cemento nel momento in cui ci risciacquiamo e facciamo schizzare l’acqua.

Soluzione: far morire di fame la muffa (e non sentirsi assassini…)

Coprite sempre le mattonelle del vostro bagno, in modo tale che la muffa non abbia possibilità di iniziare a nutrirsi di eventuali residui. Questa semplice norma preventiva vi permetterà di evitare l’utilizzo di dannose sostanze chimiche per rimediare agli eventuali danni.

2) La muffa ha una cotta per l’umidità

Proprio come noi, non può vivere di solo cibo: ha bisogno anche di acqua, o meglio di vapore acqueo. Quando facciamo una doccia o un bagno caldo, il vapore si concentra sul soffitto, sulle pareti e perfino sulle piastrelle.

Soluzione: tenete il bagno asciutto con una ventola

Il miglior modo di evitare l’accumulo dell’umidità è installare una ventola in bagno. Probabilmente non sarà sufficiente dopo una lunga doccia: lasciate quindi la ventola accesa almeno 15 minuti dopo essere usciti dal bagno. Un timer sarebbe la soluzione ideale per essere sicuri di evitare inutili consumi energetici. Aziende come la Antec vendono modelli dotati di sensore che si azionano automaticamente quando entrate nella stanza e possono essere settati in modo tale da rimanere in funzione anche per un breve periodo dopo la vostra uscita (acquistabili a circa 15 euro su www.eplaza.it ).

Detersivo fai-da-te contro la muffa 

Si sa, in tempo di crisi, è sempre bene risparmiare euro preziosi quand’è possibile: ecco quindi alcune indicazione rapide e semplici per preparare un detersivo contro la muffa comodamente in casa propria:

  • Ingredienti: 
  • 700ml di acqua,
  • 2 cucchiai di acqua ossigenata da 30/40 volumi,
  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio  
  • 2 cucchiai di sale fino.

Preparazione

  • Sciogliete il bicarbonato e il sale fino nell’acqua, quindi versate tutto in uno spruzzino che abbia la capacità di almeno un litro, per poter contenere anche l’acqua ossigenata in espansione.

Versate in un flacone, aggiungete l’acqua ossigenata e agitate bene prima dell’uso.

Applicate sulla superficie da trattare, magari aiutandovi con un vecchio spazzolino da denti per raggiungere i punti più difficili.

Altri accorgimenti da utilizzare

Se ancora non bastasse, ricordate di:

– non asciugare i vestiti in casa

– non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo

– montare cappe di aspirazione per le cucine

– evitare armadi a muro troppo ingombranti

 tenere la doccia pulita: se ve ne occupate solo una volta all’anno, dovrete indossare occhialoni protettivi e sperare che qualcuno dall’alto vi protegga

– tinteggiare le pareti con pitture a calce, che evitano il proliferare delle spore.

Ora sapete cosa fare, quindi… al primo segnale di muffa, scatenate l’Inferno!

http://www.greenme.it/abitare/eco-fai-da-te/6465-muffa-rimedi-naturali


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Come realizzare un tetto-verde fai-da-te

tetto verde faidate

tetti verdi hanno molti vantaggi. Dall’assorbimento dell’acqua alla riduzione del rischio di inondazioni, fino all’impatto estetico e al miglioramento della qualità dell’aria. Volete imparare a costruirne uno anche voi? Ecco come farlo in 6 passi.

Prima di cominciare la costruzione del nostro tetto verde, ci sono alcune cose da sapere. Prima di tutto, bisogna calcolare, chiedendo aiuto magari ad un amico ingegnere, se la struttura sia in grado di sostenere il peso. I tetti verdi semplici possono gravare per 60-150 kg per metro quadrato, in base al modo in cui vengono realizzati. Quando si calcola il peso del tetto verde si deve considerare anche l’eventuale carico aggiuntivo di pioggia e neve.

Inoltre, non è consigliabile costruire un tetto verde su una pendenza superiore a 10° senza l’aiuto di un esperto. E se il tetto non può reggere il peso? Basta rinforzarlo con supporti in legno. Cominciamo.

1. Valutare gli strati da creare

Meglio cominciare con una versione più semplice di soli 3 strati, ossia ponendo dal basso verso l’alto la membrana impermeabile, il substrato di terra e infine la vegetazione.

strati tetto verde

2. Membrana impermeabile

La maggior parte dei tetti in genere ha una membrana impermeabile ma i tetti verdi ne richiedono un ulteriore strato, capace di resistere anche alle radici delle piante. Idealmente dovrebbe essere un singolo foglio da un millimetro di spessore che copre l’ intera superficie. Dove trovarlo? In un negozio di giardinaggio. Importante: creare i fori per lo scarico delle acque prima di posizionare i successivi strati di tetto verde.

3. Lo scarico

L’acqua in eccesso deve essere libera di scendere giù dal tetto, evitando di sovraccaricarlo. Gli scarichi per il drenaggio sono dunque molto importanti. Per creare dei ‘passaggi’ per l’acqua favorendo la pendenza di alcune zone del tetto verde, basta utilizzare strati di ciottoli fino alle grondaie. Le pietre possono essere utilizzate anche in bordi del tetto verde per impedire la propagazione eccessiva della vegetazione.

3. Tetto

4. Creare il substrato

I tetti verdi hanno una profondità media di 7-20 centimetri. Il substrato deve essere leggero e povero di nutrienti. Per questo, è bene evitare l’uso della comune terra del giardino, molto pesante quando è bagnata. Inoltre, essa ha un contenuto di materia organica troppo alto, che favorisce anche la vegetazione indesiderata. Meglio usare per il 70-80% roccia vulcanica e per il 20-30% materiale organico come il compost.

5. Piantare

La parte più emozionante è sicuramente quella della semina. È possibile progettare il tetto verde per attirare certi tipi di specie vegetali e animali o basandosi sulla biodiversità locale. Molti fornitori offrono miscele di giardinaggio e sementi formulate appositamente per i tetti verdi per resistere alle condizioni atmosferiche. Esistono vari modi: la classica semina, ma anche il ‘travaso’ di piccole piante.

6. Manutenzione

La manutenzione necessaria per un tetto verde domestico di solito è minima. Nella stagione più secca, è bene assicurarsi che le piante abbiano acqua a sufficienza, soprattutto nel primo anno, in modo che possano crescere in modo corretto. Assicurarsi che gli scarichi siano privi di detriti o di piante.

Guarda anche la galleria dei 10 tetti verdi più bizzarri

http://www.greenme.it/abitare/eco-fai-da-te/11685-tetto-verde-come-costruire